A livello internazionale il futuro passa attraverso formule di qualità certificata. In Italia, salvo qualche sporadica iniziativa di marca locale, esiste solo la classificazione regionale che costituisce unicamente un parametro base per indicare al consumatore il livello dei servizi offerti da ogni singola struttura ricettiva.
Questa classificazione, tuttavia, non basterà più. L’albergo del Terzo Millennio è fatto di più tipi di qualità e di più aspetti qualitativi. Trovare delle soluzioni omogenee, che possano coincidere con le esigenze del mercato nel quale operano oltre 33 mila alberghi, è la grande sfida da vincere. Una sfida sicuramente alla portata della categoria, che vede nei marchi della certificazione della qualità una opportunità per poter competere nel prossimo futuro con i Paesi turisticamente avanzati.
Qualità e certificazione sono dunque due facce della stessa medaglia, da valutare con grande attenzione e non come una incombenza indesiderata. Noi albergatori ne siamo persuasi e la Federazione è impegnata in prima persona nella determinazione di linee di indirizzo realmente percorribili ed attuabili. La componente pubblica dovrà poi consentirci di arrivare all’ottimizzazione della qualità, favorendo e semplificando la realizzazione sul campo di questi ‘servizi’, che ci consentiranno di fronteggiare l’offerta degli altri Paesi nostri concorrenti.